sabato 11 aprile 2026

Da Feroleto della Chiesa ai vertici della ricerca spaziale

 Nicola Mari, 34enne geologo planetario calabrese e ricercatore post-dottorato all'Università della Calabria (Unical), ha recentemente presieduto una sessione dedicata a Marte alla prestigiosa 57ª Lunar and Planetary Science Conference (LPSC) in Texas, in concomitanza con il lancio della missione Artemis II.

Scoperte e contributi scientifici principali:

  • Marte: Ha discusso la sorprendente scoperta di rocce granitiche sul Pianeta Rosso, probabilmente originate da impatti meteoritici. Nel 2020 ha inoltre fornito la prima prova di attività convettiva nel magma marziano, suggerendo che Marte potrebbe essere ancora vulcanicamente attivo.

  • Mercurio e Venere: Ha lavorato come Co-Investigatore per la missione BepiColombo
    (ESA/JAXA) sulle lave di Mercurio e ha fornito supporto alla missione Venera-D per Venere. Attualmente studia l'evoluzione magmatica di questi pianeti confrontandola con lave terrestri campionate in Polinesia.

Un percorso accademico globale:

  • Dopo la laurea triennale a Urbino, ha conseguito due magistrali (Milano-Bicocca e Michigan Technological University) e un dottorato di ricerca in Geochimica Marziana all'Università di Glasgow.

  • Vanta collaborazioni con NASA, ESA, INAF, Roscosmos e ha persino addestrato astronauti analoghi per l'Austrian Space Forum, oltre a contribuire alla scelta del sito di atterraggio della missione Mars 2020.

Il futuro e l'importanza del team: Mari sottolinea che la ricerca spaziale si basa su una profonda collaborazione internazionale, in cui l'Italia gioca un ruolo cruciale (ad esempio fornendo componenti per le missioni lunari Artemis). Mentre l'attenzione globale si sposta verso il ritorno sulla Luna e le future esplorazioni di Venere, la sua storia personale dimostra come la passione possa portare un bambino calabrese a esplorare i segreti del Sistema Solare.

giovedì 8 agosto 2024

POESIE SU PLAESANO






𝐀
𝐏𝐥𝐚𝐞𝐬𝐚𝐧𝐨, 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐨 𝐞𝐫𝐨 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐚, 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐞𝐫𝐚 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐮𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨.

𝐄𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐭𝐫𝐞 𝐨𝐫𝐚𝐫𝐢 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚, 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐯𝐚𝐦𝐨 𝐥𝐞 𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢:  𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐮 '𝐧𝐣𝐡𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚 (𝐥'𝐚𝐥𝐛𝐚), 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐮 𝐬𝐜𝐮𝐫𝐚 (𝐢𝐥 𝐭𝐫𝐚𝐦𝐨𝐧𝐭𝐨) 𝐞 𝐦𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐫𝐧𝐮 (𝐦𝐞𝐳𝐳𝐨𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨). 

𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐮 '𝐧𝐣𝐡𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐯𝐚, 𝐢 𝐛𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐞𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐢; 𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐬𝐬𝐚𝐢𝐞, 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐦𝐮𝐥𝐚𝐫𝐢𝐚 (𝐜𝐢𝐨𝐞̀ 𝐜𝐨𝐧 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢), 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐚𝐭𝐞 𝐧𝐞𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐭𝐢.

𝐈 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢 𝐢𝐧 𝐞𝐭𝐚̀ 𝐬𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥'𝐮𝐧𝐨 𝐨 𝐚𝐥𝐥'𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞, 𝐚 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐬𝐬𝐨: 𝐢 𝐦𝐚𝐬𝐜𝐡𝐢, 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐢 𝐜𝐨𝐥 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐞; 𝐥𝐞 𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐞, 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐝𝐫𝐞.

𝐏𝐨𝐢, 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐭𝐭𝐨, 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐚𝐥𝐮𝐧𝐧𝐢, 𝐜𝐨𝐥 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐛𝐞𝐥 𝐠𝐫𝐞𝐦𝐛𝐢𝐮𝐥𝐢𝐧𝐨, 𝐞 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚, 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐫𝐞  𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀.

𝐈𝐥 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞  𝐬𝐯𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐨𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ '𝐚 𝐦𝐚𝐭𝐢𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐟𝐚𝐜𝐢 '𝐚 𝐣𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 (𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐭𝐭𝐢𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐟𝐚 𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚: 𝐬𝐞 𝐬𝐢 𝐟𝐚 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐦𝐚𝐭𝐭𝐢𝐧𝐨,  𝐬𝐢 𝐡𝐚 𝐝𝐚 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨).

𝐀 𝐏𝐥𝐚𝐞𝐬𝐚𝐧𝐨, 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐨 𝐞𝐫𝐨 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐚, 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐯𝐚 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐞 '𝐩𝐨𝐦𝐞𝐫𝐢𝐠𝐠𝐢𝐨': 𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐯𝐚 '𝐝𝐨𝐩𝐩𝐮 𝐦𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐫𝐧𝐮' (𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐨𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨).

𝐆𝐢𝐚̀ 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐮𝐧𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚𝐯𝐚 𝐚 𝐬𝐯𝐮𝐨𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢: 𝐢 𝐯𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐞 𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐬𝐞𝐝𝐮𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐛𝐚𝐫 𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐭𝐞, 𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐠𝐢𝐫𝐨 𝐚 𝐬𝐛𝐫𝐢𝐠𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐚𝐦𝐛𝐮𝐥𝐚𝐧𝐭𝐢, 𝐢 𝐧𝐞𝐠𝐨𝐳𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢: 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞 𝐜𝐚𝐬𝐞, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐚 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐨𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐦𝐢𝐧𝐮𝐭𝐨 𝐝𝐨𝐩𝐨, 𝐚 𝐏𝐥𝐚𝐞𝐬𝐚𝐧𝐨, 𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚𝐯𝐚!

𝐄𝐫𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐞𝐯𝐚 𝐢𝐧 𝐝𝐮𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢 𝐢𝐥 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨!

𝐆𝐢𝐚̀ 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐮𝐧𝐚 𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞𝐫𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐟𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐜𝐚𝐬𝐚: 𝐜𝐡𝐢 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚𝐯𝐚 𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐭𝐞, 𝐜𝐡𝐢 𝐚 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐫𝐞, 𝐜𝐡𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐬𝐯𝐨𝐥𝐠𝐞𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐞, 𝐞 𝐜𝐡𝐞,  𝐝𝐨𝐩𝐩𝐮 𝐦𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐫𝐧𝐮, 𝐬'𝐢𝐧𝐜𝐫𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢, 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚, 𝐣𝐞𝐧𝐮 '𝐨 𝐦𝐚𝐬𝐭𝐫𝐮' (𝐚𝐧𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐚𝐝 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐦𝐞𝐬𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞).

𝐈 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚, 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐥 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐠𝐫𝐨 𝐯𝐨𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐮𝐧𝐢𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐢, 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐭𝐨 𝐟𝐫𝐚 𝐯𝐢𝐜𝐢𝐧𝐞: 𝐬𝐞𝐝𝐞𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥'𝐮𝐬𝐜𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐥𝐨𝐫𝐨, 𝐞, 𝐚𝐬𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐞, 𝐟𝐫𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐜𝐜𝐡𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐞 𝐥'𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚,  𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐦𝐨, 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐮𝐧𝐜𝐢𝐧𝐞𝐭𝐭𝐨, 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐜𝐜𝐡𝐢𝐞𝐫𝐢̀𝐧𝐨, 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐮𝐧𝐠𝐚 𝐞 𝐩𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐝𝐢 𝐝𝐚 𝐬𝐩𝐨𝐬𝐚.

𝐈𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐯𝐚 𝐥𝐞𝐧𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐜𝐢𝐧𝐚𝐯𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐥 𝐭𝐫𝐚𝐦𝐨𝐧𝐭𝐨.

𝐀 𝐏𝐥𝐚𝐞𝐬𝐚𝐧𝐨, 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐨 𝐞𝐫𝐨 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐚, 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚𝐬𝐬𝐞  '𝐮 𝐬𝐜𝐮𝐫𝐚' 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨; 𝐨𝐠𝐧𝐮𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐯𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐚. 𝐋𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐮𝐧𝐢𝐯𝐚.  𝐒𝐢 𝐜𝐞𝐧𝐚𝐯𝐚 𝐞 𝐬𝐢 𝐚𝐧𝐝𝐚𝐯𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐚 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨: 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐚𝐯𝐚 𝐫𝐢𝐩𝐨𝐬𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐞 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐞, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐚𝐥𝐛𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐯𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐫𝐞...

𝐍.𝐂.  ©  - 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐢



 𝐏𝐥𝐚𝐞𝐬𝐚𝐧𝐨, 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐦𝐢𝐨,

𝐫𝐚𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞,

𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐥𝐩𝐢𝐭𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐩𝐢𝐞𝐭𝐫𝐞,

𝐜𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐫𝐫𝐮𝐭𝐭𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢.


𝐐𝐮𝐢 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐞̀ 𝐜𝐮𝐬𝐭𝐨𝐝𝐞 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐭𝐞,

𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐫𝐞𝐜𝐜𝐢𝐚𝐭𝐢 𝐚 𝐟𝐢𝐥𝐢 𝐝’𝐞𝐫𝐛𝐚,

𝐞 𝐢𝐥 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐚𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞,

𝐬𝐮𝐬𝐬𝐮𝐫𝐫𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐡𝐢 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐢.


𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐯𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞𝐠𝐫𝐢𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨

𝐧𝐞𝐢 𝐥𝐚𝐛𝐢𝐫𝐢𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨,

𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐥𝐞 𝐛𝐚𝐜𝐢𝐚 𝐝𝐨𝐥𝐜𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞

𝐥𝐞 𝐨𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐢𝐧𝐞𝐳𝐳𝐚.


𝐋𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐢 𝐦𝐢𝐞𝐢 𝐩𝐢𝐞𝐝𝐢,

𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐠𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐮𝐝𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚,

𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐢 𝐜𝐚𝐥𝐥𝐨𝐬𝐞

𝐞 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐦𝐚𝐢 𝐝𝐨𝐦𝐢.


𝐏𝐥𝐚𝐞𝐬𝐚𝐧𝐨, 𝐭𝐮𝐨 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐬𝐚𝐧𝐠𝐮𝐞,

𝐟𝐢𝐮𝐦𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐭𝐮𝐨𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐚𝐥𝐠𝐢𝐚,

𝐞 𝐭𝐮𝐨 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐬𝐩𝐢𝐫𝐢𝐭𝐨,

𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐚𝐧𝐠𝐨𝐥𝐨 𝐫𝐢𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚

𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐞𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐫𝐚.


𝐌𝐈𝐂𝐇𝐄𝐋𝐄 𝐏𝐄𝐓𝐔𝐋𝐋𝐀̀




  VOGLIAMO    RINGRAZIARE  I  NOSTRI  DUE   PAESANI ,  PER  IL  PENSIERO  SUL   NOSTRO  PAESE ,  DOVE  PUR   SE PASSA IL  TEMPO  O  LE DISTANZE  CHILOMETRICHE SI  ALLUNGANO ,  IL  RICORDO E L'AMORE  PER PLAESANO E'   SEMPRE VIVO  

sabato 24 febbraio 2024

Ritrovato il corpo di Agostino Toscano

Agostino  toscano 
 Il cadavere di Agostino Toscano, 76enne residente a Plaesano (frazione di Feroleto della Chiesa) scomparso circa due settimane fa, è stato scoperto dai baschi rossi dello Squadrone Carabinieri “Cacciatori Calabria” e dai colleghi della Compagnia di Gioia Tauro, lungo la Strada Provinciale 4 che collega Feroleto a Laureana di Borrello.

Il ritrovamento è avvenuto in una zona di campagna chiamata “Vena”, martedì pomeriggio intorno alle 17:30. Non ci sono segni evidenti di morte violenta o sospetti di responsabilità, e si ipotizza che l’uomo sia stato colpito da un malore improvviso.

Il maggiore Andrea Barbieri e il pm della Procura di Palmi, Letterio De Domenico, sono intervenuti sul posto e hanno ordinato un’autopsia per determinare le cause del decesso.

FONTE ARTICOLO CALABRIA NEWS

Ancora    non  si  sa  la data del  funerale   stiamo  aspettando  l'autopsia ,  siamo  sollevati  che  abbiamo  ritrovati  il  nostro  caro Agostino ;  senza  vita , ma  almeno  avrà  una degna  sepoltura. Plaesano   perde un altro pezzo  della sua piccola storia CIAO AGOSTINO ( social media   di  Plaesano
 
 

domenica 11 febbraio 2024

scomparso uomo a plaesano Agostino Toscano

    dalla  sera  di  lunedì  a  Plaesano  è  scomparso  il Signor Agostino  Toscano   di  anni  75.   Agostino   l'ultima volta    che  è  stato    visto   da   testimoni  era verso  le ore  17.30  del  5  Febbraio . Dopo  tale  orario   come  sia  svanito  nel  nulla ,   si  sono   attivate    subito  le  ricerche  di  Agostino  da parte  di plaesanesi  e Ferolitani  dalla  sera  del  6  Febbraio ,  i  giorni  successivi  sono  arrivati , i vigili del Fuoco del comando di Polistena e Reggio calabria  , squadre specializzate  del  soccorso alpino   e Guardia di Finanza   con esito negativo , e un vero e proprio mistero questa  scomparsa  indagano anche i  Carabinieri della  della Stazione del nostro  Comune   verso questa presunta scomparsa è stata segnalata la sua scomparsa alla trasmissione  chi la visto  sul loro  sito avrete la scheda della scomparsa sperando  di  avere    buone notizie  su Agostino .


  foto agostino  toscano  1 



 foto  agostino  toscano  2



  chi  ha  segnalazioni  da fare  verso  AGOSTINO   può contattare  le  forze del  ordine  

  o   ci  può contattare   sui nostri  social 

 o  indirizzo  emai  plaesanorc@yahoo.it


scheda di chi la visto ?


cerchiamo  di  ritrovare   Agostino vivo  o morto 

lunedì 22 maggio 2023

Maria SS. della montagna di polsi nella nostra parrocchia

 

   

Atto di consacrazione delle due comunità 
In  questi  giorni   appena trascorsi ,  abbiamo  avuto  nella parrocchia l’effige  della  Madonna pellegrina  della montagna di polsi   in occasione della sua incoronazione  ,   arrivata     nel  pomeriggio  del  17  Maggio., È stata accolta   in un  spirito   di  devozione   e  intima preghiera    da  tutti i parrocchiani  dei  rispettivi  paesi  un   programma religioso  dato  dalla parrocchia  dalla catechesi  fino  all'atto   di consacrazione alla Vergine Maria di Polsi   Di Feroleto  e Plaesano   sia autorità civili e  religiose .  l’effige    dopo aver fatto visita  i due centri , ha fatto  una  breve visita  alla comunità  di Galatro  e   Barrittieri  consegnandola  alla comunità di Solano inferiore 
  

domenica 21 maggio 2023

Feroleto della chiesa - Plaesano : scoperta una grotta a cui si attribuisce la leggendaria “vena d’oro”

  Nicola mari - Roberto orfanò  - Vincenzo muratore  
 E' stata scoperta una grotta in provincia di Reggio Calabria, rimasta nascosta da circa 50 anni, a cui potrebbe essere attribuita la leggendaria "vena d'oro" che veniva usata nel 1700 per pagare i Borboni e di cui si perse traccia dopo il terremoto del 1783.


immagine 1 

Nicola Mari (ricercatore in geologia ed esploratore del territorio) ai microfoni di Meteoweb ha dato in data odierna la notizia di “un incredibile ritrovamento di una grotta rimasta nascosta da circa 50 anni al confine di Feroleto della Chiesa (RC). Grotta che potrà ora essere finalmente classificata in modo ufficiale dalla Regione Calabria. Questa cavità è rimasta inaccessibile per decine e decine di anni, ma oggi – io, Vincenzo Muratore, e Roberto Orfanò, armati di tutto l’occorrente – l’abbiamo riportata alla luce ed esplorata fino in fondo. Non solo. Abbiamo potuto prendere tutti i dati necessari per classificare questa nuova grotta nella cartografia regionale della Calabria. Come denominazione, abbiamo proposto “Grotta della Vena D’Oro“.

 

Nicola Mari continua dicendo: “Perché le abbiamo dato questo nome?

immagine 2 





Tutto risale a circa 60 anni fa, quando un mio prozio (Gregorio Mari) trovò un antico libro negli archivi di Reggio Calabria. In questo libro, si parlava di una vena d’oro, presente in una grotta (nei dintorni dell’area dove abbiamo rilevato oggi) che attorno al 1700 veniva usato per pagare tributi ai Borboni. La vena aurifera sarebbe stata persa per sempre in seguito al disastroso terremoto del 1783“.

interno  della grotta 
 

La “vena d’oro” della grotta in Calabria

Mari conclude: “Nel paese di Plaesano (dove è stata trovata la grotta – frazione di Feroleto della Chiesa) si è quindi sparsa questa diceria della mitica vena d’oro nella grotta, al tempo. E’ tutta solo una leggenda? Geologicamente, non è possibile che ci sia oro in questa zona della Calabria, composta principalmente da rocce sedimentarie (calcareniti del Pleistocene). Anche in seguito all’esplorazione odierna non abbiamo rinvenuto tracce del prezioso elemento. Tuttavia, vi è una sezione della grotta irraggiungibile, con solamente 10 centimetri di spazio per passare – troppo pochi per un essere umano. Può quindi darsi che la sezione crollata dietro la quale ci sia la “vena d’oro” si sia perduta in quel cunicolo? Chi lo sa. Per ora, quella dell’oro resterà una leggenda”.





domenica 12 marzo 2023

innaugurato distaccamento a Salvatore Fiumara

Cerimonia di intitolazione del Distaccamento VVF di Polistena al Capo Reparto Salvatore Fiumara

  



Nella mattinata dell'11 marzo si è svolta a Polistena, provincia di Reggio Calabria, la cerimonia di intitolazione del Distaccamento dei Vigili del Fuoco. Presenti il Sottosegretario di Stato all'Interno, On. Le Wanda Ferro, il
Capo Dipartimento dei Vigili
del Fuoco Prefetto Laura Lega, il Capo del Corpo Nazionale VVF Ing. Guido Parisi
oltre alle altre autorità civili, militari e religiose. Il Comandante dei Vigili del Fuoco, Ing. Maria Cavaliere, ha ricordato la figura di Salvatore Fiumara e l'abnegazione che lo ha caratterizzato nello svolgimento del servizio. Il figlio di Salvatore Fiumara, anche lui Vigile del fuoco, ha ringraziato le autorità per la cerimonia, ricordando con commozione l'entusiasmo trasmesso dal padre verso il Corpo a cui apparteneva, entusiasmo
 che lo ha indotto ad entrare nella grande famiglia dei VVF. La cerimonia si è conclusa con la benedizione del Vescovo e lo scoprimento della targa commemorativa
.





Targa memorativa