martedì 6 ottobre 2026

Ufficio postale chiuso: la riapertura è un miraggio o un addio definitivo?

 "Sono passati ormai quasi due mesi da quando un gruppo di criminali ha colpito il nostro ufficio postale. Da allora, sia la sede che il Postamat rimangono chiusi nella nostra comunità, penalizzando tantissimo i nostri due centri.

La domanda che nasce spontanea è: quando riaprirà? Si sta davvero lavorando per la riapertura? La forte preoccupazione è che non lo riaprano più e che saremo costretti a spostarci sempre nei paesi vicini.

Una soluzione temporanea ci sarebbe: l'invio delle stazioni mobili di Poste Italiane nei centri privi di un punto fisso attivo. Staremo a vedere quanto ancora dovremo aspettare per riavere il nostro ufficio postale."

mercoledì 2 settembre 2026

Oltre il danno, la beffa: i colpi ai Postamat e la paralisi dei servizi nei piccoli comuni

 


 Negli ultimi tempi, diversi uffici postali e sportelli Postamat della piana sono finiti nel mirino di una banda criminale. L’ultimo episodio si è verificato proprio questa mattina nel comune di Candidoni. La dinamica è ormai nota: i criminali prendono di mira i centri più piccoli, scommettendo su un minor presidio del territorio per poter agire indisturbati e svuotare le casse.

 

Senza nulla togliere al lavoro delle forze dell’ordine — a cui va tutta la nostra stima e gratitudine per l'impegno e le indagini in corso per assicurare questi sciacalli alla giustizia —, le conseguenze di queste azioni sono devastanti.

 

Colpire un ufficio postale in un piccolo paese non significa solo rubare del denaro, ma penalizzare direttamente migliaia di cittadini. In queste realtà, Poste Italiane rappresenta un presidio fondamentale per ritirare la pensione, pagare i bollettini o usufruire di servizi essenziali. A causa di questi attacchi, molti uffici ancora operativi si vedono costretti a non lasciare contante nei Postamat fuori dagli orari di apertura, riducendo drasticamente il servizio offerto.

 

La speranza è che la società Poste Italiane e le amministrazioni comunali possano lavorare in piena sinergia per ripristinare al più presto i servizi essenziali. Non si può permettere che l'inciviltà e la criminalità finiscano per isolare e spopolare ancora di più i nostri piccoli centri.


sabato 11 aprile 2026

Da Feroleto della Chiesa ai vertici della ricerca spaziale

 Nicola Mari, 34enne geologo planetario calabrese e ricercatore post-dottorato all'Università della Calabria (Unical), ha recentemente presieduto una sessione dedicata a Marte alla prestigiosa 57ª Lunar and Planetary Science Conference (LPSC) in Texas, in concomitanza con il lancio della missione Artemis II.

Scoperte e contributi scientifici principali:

  • Marte: Ha discusso la sorprendente scoperta di rocce granitiche sul Pianeta Rosso, probabilmente originate da impatti meteoritici. Nel 2020 ha inoltre fornito la prima prova di attività convettiva nel magma marziano, suggerendo che Marte potrebbe essere ancora vulcanicamente attivo.

  • Mercurio e Venere: Ha lavorato come Co-Investigatore per la missione BepiColombo
    (ESA/JAXA) sulle lave di Mercurio e ha fornito supporto alla missione Venera-D per Venere. Attualmente studia l'evoluzione magmatica di questi pianeti confrontandola con lave terrestri campionate in Polinesia.

Un percorso accademico globale:

  • Dopo la laurea triennale a Urbino, ha conseguito due magistrali (Milano-Bicocca e Michigan Technological University) e un dottorato di ricerca in Geochimica Marziana all'Università di Glasgow.

  • Vanta collaborazioni con NASA, ESA, INAF, Roscosmos e ha persino addestrato astronauti analoghi per l'Austrian Space Forum, oltre a contribuire alla scelta del sito di atterraggio della missione Mars 2020.

Il futuro e l'importanza del team: Mari sottolinea che la ricerca spaziale si basa su una profonda collaborazione internazionale, in cui l'Italia gioca un ruolo cruciale (ad esempio fornendo componenti per le missioni lunari Artemis). Mentre l'attenzione globale si sposta verso il ritorno sulla Luna e le future esplorazioni di Venere, la sua storia personale dimostra come la passione possa portare un bambino calabrese a esplorare i segreti del Sistema Solare.