sabato 11 aprile 2026

Da Feroleto della Chiesa ai vertici della ricerca spaziale

 Nicola Mari, 34enne geologo planetario calabrese e ricercatore post-dottorato all'Università della Calabria (Unical), ha recentemente presieduto una sessione dedicata a Marte alla prestigiosa 57ª Lunar and Planetary Science Conference (LPSC) in Texas, in concomitanza con il lancio della missione Artemis II.

Scoperte e contributi scientifici principali:

  • Marte: Ha discusso la sorprendente scoperta di rocce granitiche sul Pianeta Rosso, probabilmente originate da impatti meteoritici. Nel 2020 ha inoltre fornito la prima prova di attività convettiva nel magma marziano, suggerendo che Marte potrebbe essere ancora vulcanicamente attivo.

  • Mercurio e Venere: Ha lavorato come Co-Investigatore per la missione BepiColombo
    (ESA/JAXA) sulle lave di Mercurio e ha fornito supporto alla missione Venera-D per Venere. Attualmente studia l'evoluzione magmatica di questi pianeti confrontandola con lave terrestri campionate in Polinesia.

Un percorso accademico globale:

  • Dopo la laurea triennale a Urbino, ha conseguito due magistrali (Milano-Bicocca e Michigan Technological University) e un dottorato di ricerca in Geochimica Marziana all'Università di Glasgow.

  • Vanta collaborazioni con NASA, ESA, INAF, Roscosmos e ha persino addestrato astronauti analoghi per l'Austrian Space Forum, oltre a contribuire alla scelta del sito di atterraggio della missione Mars 2020.

Il futuro e l'importanza del team: Mari sottolinea che la ricerca spaziale si basa su una profonda collaborazione internazionale, in cui l'Italia gioca un ruolo cruciale (ad esempio fornendo componenti per le missioni lunari Artemis). Mentre l'attenzione globale si sposta verso il ritorno sulla Luna e le future esplorazioni di Venere, la sua storia personale dimostra come la passione possa portare un bambino calabrese a esplorare i segreti del Sistema Solare.

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