mercoledì 2 settembre 2015

Agosto plaesanese


 Anche  quest'anno  plaesano nel  mese di  agosto,   si  e  da  dato  da  fare per  animare   un po  il  paese   è siamo partiti  da  1  agosto  fino  al  8  agosto   con  i nostri  giovani   con l'estate   ragazzi   il  3  e  4  agosto l'Associazione  donne "Giovanna d'Agostino"  hanno  organizzato  due  serate,     che  nella serata    del  4   agosto  i Suddanza  si  sono  esibiti  in  concerto , il  7,8,9,10  agosto  l'Associane "Nostre  origini"    hanno concluso    con  la quarta  edizione  della  festa della birra.   

TEAM  ESTATE  RAGAZZI 


SUDDANZA  IN CONCERTO P.S foto  presa  sul  web 

FESTA DELLA BIRRA 1


FESTA DELLA  BIRRA 2 

FESTA DELLA BIRRA  3

FESTA DELLA BIRRA 4

FESTA DELLA  BIRRA 5

FESTA DELLA BIRRA 6

FESTA DELLA BIRRA 7

FESTA DELLA BIRRA 8

FESTA DELLA BIRRA 9

venerdì 28 agosto 2015

Seconda edizione Estate ragazzi


Anche  quest'anno  i nostri  giovani  si  sono  impegnati  per continuare   il  lavoro che  avevano  iniziato  lo  scorso  anno   ,  ed  è  quello    di  raccogliere   i  bambini  delle nostre  comunità e  farli  passare   dei  pomeriggi  estivi  alternativi   con  giochi    balli  e  tanto  divertimento l'estate   ragazzi    e durata   nove giorni, con partenza  il  primo  agosto  finendo il  nove  agosto   in  questi  giorni ,  è  stato  un  lavoro   molto impegnativo dove  hanno  dovuto  organizzare   tutto  il  programma  dei nove  giorni  per  i  intrattenere  i nostri  ragazzi   ma alla fine  è  finita con  un  grande  successone,   speriamo che     il  prossimo  anno    si  realizzerà  la  terza   edizione  di  estate  ragazzi. 



l'equipe di  animatori  con  i  bambini impegnati  nel  progetto 
i  bambini  e ragazzi    nelle  attività  

Gli animatori  impegnati 


lunedì 24 agosto 2015

Grazie Don Antonio andrello

Ringraziamo  Dio  per  il dono che ci  ha  Dato  per  il   nostro    parroco  che  dopo  10  anni  che è  stato  fra  noi   gli  e  scaduto  il  mandato  di  parroco   nella nostra comunità , infatti  don  Antonio   si è  insediato  nella nostra  parrocchia   il 23 luglio 2005,  sono stati  anni  dove  siamo  cresciuti   in  amicizia   e  nella  fede    ci  ha  fatto  da  pastore   per    questi  10  anni   insegnandoci ad  amare Gesù e  la  sua  chiesa,  adesso   il  signore   lo  ha  mandato  nella  suo  paese  natale   serrata  a proclamare  la buona   novella  che  Gesù  ci  ha  lasciato,  non  abbiamo niente  da  dirvi Don  Antonio  che  grazie   per  quello che ci  ha  dato   e  ringraziamo  anche  dio  per  il  diacono  Don Domenico  Silvano    che ci  lascerà  anche  lui  e seguirà  il nostro  parroco   nella sua missione , dopo  Don  antonio  attendiamo   il nostro nuovo  parroco  Don Vincenzo Leonardo  manuli  che prenderà possesso   giorno 26 agosto    nella chiesa  parrocchiale di  Feroleto  della  Chiesa, il nostro  augurio   che  il  signore   illumini e    benedica  Don Antonio , Don Leonardo  E don Domenico

martedì 21 luglio 2015

Programma estivo 2015

cari  lettori  del  blog    vi  presentiamo il  programma  estivo  2015  , le  varie  associazioni si  prestano   ad  animare   le  serate  estive 




programma estivo  2015

20  luglio  inizio   torneo   calcio  A5   "organizzato dalla  associazione Nostre origini"

dal 1 agosto al  8 agosto  gruppo   giovani  organizza  estate   ragazzi  

il  3  e  4  agosto   l'associazione  donne Giovanna D'agostino    organizzano   2  serate   di  intrattenimento 

dal 7  al  10  agosto  l'associazione   nostre origini   organizza la quarta edizione  della festa della birra 


p.s   gli  aggiornamenti   li  potete  trovare   sui  nostri  social  

lunedì 8 giugno 2015

Fiera di san Biagio giugno 2015 foto gallery


 FOTO  GALLERY    DELLA  FIERA  DI  SAN BIAGIO   GIUGNO 2015

  a voi  cari  paesani  alcuni  scatti   della tradizionale  fiera di  san Biagio  che  si fa la prima domenica di giugno   si  ringrazia  per  la  gentile concessione  di  alcuni  scatti  fotografici   il  signor  Saro 

si  ringrazia  per la gentile concessione 
Si ringrazia per la gentile concessione 

 si  ringrazia  per  la gentile concessione 


ri  ringrazia  per  la  gentile concessione 



mercoledì 25 febbraio 2015

il carnevale 2015

  foto concessa 
domenica 15 febbraio, nei nostri due piccoli centri, si è svolto il carnevale e i giovani per il secondo anno consecutivo si sono adoperati a creare i carri allegorici per dare una svolta alla solita monotonia dei nostri paesi. La sfilata è partita dallo stadio sportivo di Feroleto della Chiesa; i carri, accompagnati da bambini e adulti in maschera, hanno fatto il giro di feroleto e poi sono saliti verso Plaesano, dove il corteo si è sciolto con balli e canti. Ci anima la speranza che col passare degli anni, i festeggiamenti per il Carnevale e l'allestimento dei carri allegorici, non vadano persi, ma piuttosto, possano migliorare di anno in anno.


foto concessa











sabato 14 febbraio 2015

I festeggiamenti in onore di San Biagio 2015

Cari lettori..giorno 3 Febbraio, come ogni anno, si sono celebrati i festeggiamenti in onore di San Biagio, patrono di Plaesano. Come di consuetidine, oltre ai tanti pellegrini provenienti da tutta la piana, sono giunti molti plaesanesi che si ritrovano fuori per lavoro. Per ringraziare e per venerare il nostro Santo taumaturgo, protettore della gola. Quest' anno, per un decreto vescovile, sono state vietate tutte le processioni nella Diocesi Oppido Palmi , provvedimento che sarà in vigore fino a giugno 2016; di conseguenza, i tradizionali tre giri del Santo intorno al santuario, non si sono effettuati... Si pensa che si possa riprendere a fare la processione e i tre giri, ner Febbraio 2017 (salvo annullamento del divieto da parte del vescovo)








martedì 10 febbraio 2015

Una memoria da non perdere: la festa dei tre giri . di michele scozzara

Michele Scozzarra 
Non si può non essere grati a Umberto di Stilo che, con i suoi molteplici articoli sulle grandi Tradizioni popolari e religiose dei nostri paesi, non smette di richiamarci a tanti importanti momenti che, soprattutto all’interno della Chiesa, ci hanno permesso di crescere con un giudizio “positivo” sulla vita di ognuno di noi all’interno delle nostre piccole comunità.
La festa di San Biagio a Plaesano, detta anche “la festa dei tre giri” si inserisce di buon grado in queste importanti tradizioni e Umberto di Stilo l’ha raccontata sulla Gazzetta del Sud nel 1982, e nel 2012 è stata ripresa da Galatro Terme News. Nonostante questo, mi piace riportare, oggi, alcuni stralci dell’articolo che mi permettono di inserire una bella pagina di fede, all’interno di una realtà che oggi rischia di allontanarci sempre più dalle nostre radici: “Ci sono, specie nel Sud, diverse località e piccoli centri conosciuti solo ed esclusivamente per una loro fiera, per il loro santo protettore, per un pellegrinaggio, per un preciso avvenimento che caratterizza la loro stessa identità geografica. Sicché, nella Calabria reggina, Acquaro di Cosoleto è conosciuto per la festa di San Rocco, Terranova Sappo Minulio per l’annuale pellegrinaggio in onore del “SS. Crocifisso”, Polsi, in Aspromonte, per la sua Madonna della Montagna, ecc. Lo stesso discorso vale per Plaesano che da sempre si identifica con San Biagio, con il pellegrinaggio del tre febbraio e con le classiche ed immancabili “tre girate” attorno alla chiesa che costituiscono una delle più genuine e schiette tradizioni di fede della gente di Calabria”... il tre febbraio, allorché, da sempre, diventa “l’ombelico della Piana” tant’è che sin dalle prime ore del mattino, le strade che lo collegano agli altri centri della zona si popolano di pellegrini che vanno a sciogliere i loro voti ai piedi del Santo. Giungono dalla montagna, dalla pianura e dalla valle… I pellegrini ora arrivano in macchina, giacché solo quelli dei paesi vicini (Galatro, Feroleto, Laureana) riuniti in allegre e chiassose comitive, seguendo la secolare tradizione locale, raggiungono a piedi il piccolo centro”...
Umberto di Stilo ha la capacità di evidenziare, con molta chiarezza, l’aspetto storico, geografico e ancheculturale-ecclesiale delle tradizioni che racconta e tramanda… anche se talvolta con un gusto dolce-amaro, perché a fronte della “bellezza” che emerge dal racconto di come sono stati vissuti dal popolo cristiano questi momenti, si contrappone un “conformismo a ciò che oggi il mondo vuole”, che presenta un’immagine di una realtà ecclesiale svigorita, conformata a quel diabolico andazzo “mondano” che cerca di ridurre l’avvenimento cristiano non più a una “storia di popolo” (anzi della fede di un popolo), ma a un pensiero interpretabile solo per un impegno morale con l’esaltazione di valori che, spesso, niente hanno a che fare con Gesù Cristo e la sua Chiesa e sono accettati, solo perché utili alla cultura oggi dominante.
L’invadenza della logica “del mondo” nella vita della Chiesa s’identifica “con la rinuncia a una testimonianza franca e coraggiosa del ruolo, anche pubblico, che il Cristianesimo può svolgere per la promozione dell’uomo e il bene della società nel pieno rispetto, anzi nella convinta promozione della libertà di tutti e di ciascuno”, come ha detto Giovanni Paolo II nel famoso discorso di Loreto, da tanti chiamato “Enciclica per l’Italia”.
Ritorniamo a Umberto di Stilo nel suo raccontarci la festa di san Biagio a Plaesano: “… Inoltre la festa di Plaesano è ancora conosciuta come la “festa dei tre giri”. Anche se l’origine di questo antico rito è piuttosto oscura, ancora oggi, ogni persona che si reca alla festa deve compierlo; deve girare tre volte intorno allavecchia chiesa che ha la facciata rivolta verso la piazzetta ed è circondata da una viuzza stretta come un corridoio. Per tutto il giorno è un continuo girare di persone (e, una volta, anche di bestie; di intere mandrie, di armenti al gran completo); il giro non si deve mai interrompere. “E’ un girare uguale e lento come dell’asino legato alla stanga del pozzo, regolare come di un satellite intorno al suo pianeta”, scrisse Fortunato Seminara. Secondo una ben radicata tradizione, infatti, chiunque raggiunge Plaesano nel giorno della festa del Patrono e trascuri di compiere i tre giri, è da considerare come uno che manchi di rispetto al Santo…I giri devono essere tre perché nella simbologia cristiana il numero tre rappresenta la Trinità. Secondo alcuni studiosi, invece, i tre giri attorno alla chiesa sono da collegare alle tre apparizioni di Cristo a San Biagio, la notte precedente il suo arresto ed il suo martirio… Fra gli aspetti del culto di San Biagio, ricollegabili ad episodi della sua vita, il più importante è quello di taumaturgo per le malattie della gola che trae origine dal noto miracolo della spina di pesce e dalla orazione che il martire avrebbe fatto prima di morire, chiedendo a Dio di risanare da questa malattia chiunque l’avesse pregato in suo nome. A San Biagio viene anche attribuita la facoltà di guarire i mali di ventre”.
Come si fa, anche negli ambienti ecclesiali “ ritenuti più accreditati” a non percepire che non si può troncare l’albero sul quale siamo cresciuti, proprio perché quest’albero è stato il punto centrale della scoperta personale di Cristo, che tanti di noi hanno sperimentato, nella insostituibilità di questi gesti presentati sempre“missionari” negli ambienti nei quali siamo cresciuti e viviamo. Penso, e sono convinto sempre più, che la “persona” ritrova se stessa in un incontro vivo, in una presenza piena di storia e di attenzione verso il destino di ognuno… una presenza che non ti esclude, nonostante il peccato, ma ti dice: “Non avere paura… esiste quello di cui è fatto il tuo cuore; una presenza che corrisponde alla natura della tua vita e ricostituisce la vitalità del tuo essere “persona”… esattamente come l’incontro di Cristo con Zaccheo!”.
L’incontro con la Verità è sempre lo stesso, cambiano le modalità, ma l’essenza non cambia… così come per le tradizioni radicate nella Chiesa: “La processione è sempre la stessa, così come è lo stesso lo spirito che anima i fedeli che, numerosissimi, seguono la Statua lungo il suo girovagare per le viuzze del paese. Non c’è strada che non sia percorsa dal sacro corteo. Non c’è abitante di Plaesano a cui non sia data la possibilità di vedere sotto il suo balcone la statua del Santo di Sebaste… Nei pressi del sacro tempio i giovani e volenterosi portatori, osservano qualche minuto di riposo per sistemarsi bene sotto la vara. Quindi ripartono e quando la processione giunge nella piazzetta prospiciente la stessa chiesa, ad un segnale convenuto, i portatori, di corsa, fanno compiere alla statua del Santo i “tre giri” sullo stesso percorso e lungo la stessa viuzza dei pellegrini. Sono pochi minuti di confusione e di fervore indescrivibile. I fedeli, tenendo ben stretti i loro bambini si radunano nella piazza o si addossano ai muri delle case, mentre un complesso bandistico esegue una allegra marcia sinfonica. Tutti gli occhi sono rivolti allo sbocco della viuzza; nell’uscire da quella curva la statua sembra sbandare sulla destra, ondeggia, sembra che da un momento all’altro possa cadere… Ogni qualvolta la statua arriva davanti alla chiesa, i portatori, dimostrando grande abilità, tutti insieme accennano ad una genuflessione. E’ un attimo. San Biagio si piega in avanti verso il sacerdote e gli altri celebranti che, insieme ai fedeli, aspettano la conclusione dei tre giri. Poi riprende la corsa sulle spalle degli abili portatori. E i fedeli, sempre più pigiati tra di loro, trattengono il respiro e pregano. C’è chi si batte il petto coi pugni, chi stringe più forte a sé la propria creaturina, chi si limita a segnarsi devotamente. Sui volti di tutti si legge l’intima partecipazione al particolare momento di fede. Ultimati i tre giri, sia pur sfiniti, i giovani portatori riescono a trovare ancora le necessarie energie per gridare “Viva San Biagio” e per far scomparire la statua all’interno della chiesetta, passando tra la folla di fedeli con un rapido sobbalzo”.
Dalla lettura del lavoro di Umberto di Stilo esplode un grido “antico”, che viene da lontano, dai nostri antenati e da quanti hanno creduto a quanto di buono e vero esiste nei nostri paesi e ce lo hanno trasmesso, all’interno di una fede semplice ed essenziale. Questo “grido” dice che la Chiesa di Cristo non può conformarsi alla mentalità dei nostri tempi… non si può annullare la grande secolare tradizione dei nostri paesi, perché verrebbe meno la passione per comunicare l’Origine della vera umanità che ci contraddistingue, che è Gesù Cristo e ciò che proviene da Lui, in una incessante “memoria” che oggi, non solo per la lotta di chi è fuori della Chiesa, stiamo perdendo.
Se perdiamo l’interesse per la tradizione dei Santi che hanno segnato delle pagine di storia indimenticabili per i nostri paesi, corriamo il rischio di restare con una fede difficile e astratta che ci porterà ad avere chiese sontuose con liturgie spettacolari, ma vuote… che col passare del tempo diventeranno delle “pinacoteche o teatri” invece che luoghi di preghiera (in tanti posti lo sono già da adesso).
E questo, per il futuro dei nostri paesi, non è certo un bene… 



fonte  articolo galatro terme news

di  michele  scozzara 

sabato 10 gennaio 2015

Natale plaesanese 2014

Cari lettori... ormai, da pochi giorni, le festività natalizie si sono concluse. Plaesano, in questo periodo, si è riempito di emigrati, venuti per festeggiare le festività natalizie con i propri cari. Le varie associazioni e la parrocchia si sono impegnati a riscaldare il clima natalizio. L'associazione "nostre origini" come da tradizione, un paio di giorni prima del natale, si è recata presso il reparto pediatrico di un ospedale, a portare doni ai bambini malati; in più, la sera del 24, i membri dell'associazione hanno attraversato le vie del paese, entrando nelle case per distribuire regali ai bambini. Per motivi di logistica, non si è potuto svolgere il tradizionale tombolone, che si spera di poter riprendere il prossimo anno, trovando un luogo che lo possa ospitare. La parrocchia, invece, con l'impegno dei catechisti, come avvenne anche l'anno scorso, si è impegnata alla realizzazione di un recital con canti e intervalli recitati che rivivevano la nascita di Gesù. In questo caso i veri protagonisti sono stati i bambini di Plaesano, Nello stesso giorno si è svolta una pesca di beneficenza, il cui ricavato andrà per i bisogni dei bambini, durante il percorso catechistico.